01 agosto 2026

Sportelli bancari: Cagliari tra le provincie più esposte alla pressione della rete



In dieci anni l'Italia ha perso più di un terzo dei propri sportelli bancari. Tra il 2015 e il 2025 la rete è scesa da 30.258 a circa 19.140 filiali: oltre 11mila presìdi in meno, con una contrazione del 36,7%. Da un'analisi della CNA emerge che nel 2015 risiedevano in comuni privi di sportello circa 2,26 milioni di persone, il 3,8% della popolazione italiana; nel 2025 il numero è salito a 4,84 milioni, pari all'8,2% dei residenti. In dieci anni la popolazione coinvolta è quindi più che raddoppiata, con un aumento di quasi 2,6 milioni di cittadini.
Anche il numero dei comuni senza banca è cresciuto sensibilmente: dai 2.251 del 2015 a circa 3.456 nel 2025. Oggi quasi il 44% dei comuni italiani non dispone di una filiale. Il fenomeno è fortemente concentrato nei territori di minore dimensione: oltre il 96% dei comuni senza sportello ha meno di 5mila abitanti e, tra quelli con meno di mille residenti, nove su dieci sono privi di una banca.


La desertificazione bancaria assume inoltre una marcata dimensione sociale. Nei comuni senza sportello vivono quasi 1,28 milioni di persone con almeno 65 anni e oltre 643mila con più di 75 anni: gli anziani rappresentano il 26,3% della popolazione coinvolta, una quota particolarmente rilevante in territori dove gli spostamenti sono spesso più difficili e le competenze digitali meno diffuse.
Se sul piano della desertificazione la Sardegna non rientra tra i territori più critici, un diverso indicatore restituisce invece un segnale di attenzione per l'Isola: il rapporto tra imprese attive e sportelli disponibili, che misura quanto ogni singola filiale sia chiamata a servire il tessuto produttivo locale. In questa classifica, Cagliari si colloca al decimo posto in Italia, con 465,6 imprese attive per ciascuno degli 82 sportelli presenti in provincia.


"La digitalizzazione dei servizi bancari rappresenta un'opportunità, ma non può trasformarsi in una ritirata indiscriminata dai territori. Per una piccola impresa - dichiarano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente Presidente e Segretario di Cna Sardegna - il rapporto con la banca non si esaurisce in un'applicazione o in una procedura automatizzata: servono interlocutori capaci di conoscere l'azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. I dati confermano che la Sardegna non è tra le aree più colpite dalla desertificazione bancaria in termini di comuni scoperti, ma il caso di Cagliari, tra le dieci province italiane con la maggiore pressione delle imprese sulla rete, ci dice che il tema riguarda da vicino anche la nostra Isola."
"Con un'incidenza di imprese artigiane in Sardegna superiore al 23% del totale delle imprese attive - concludono Tomasi e Porcu - ogni sportello che chiude o che viene sovraccaricato di lavoro si traduce in tempi più lunghi e minore attenzione per le esigenze delle micro e piccole imprese, che più di altre hanno bisogno di un interlocutore bancario vicino e disponibile. Quando chiude una filiale si allontana un punto di riferimento per famiglie, anziani, attività economiche: per questo continueremo a monitorare la rete e a chiedere alle istituzioni un presidio adeguato del credito nei territori."


NS_Sportelli bancari_Cagliari tra le provincie piu esposte alla pressione della rete.pdf RS_Sportelli bancari_Cagliari tra le provincie piu esposte alla pressione della rete.pdf
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