10 giugno 2026

Sardegna al 2° posto per il costo del credito a breve



Il mercato del credito alle imprese sarde evidenzia un deterioramento strutturale che non si è arrestato neppure con la parziale stabilizzazione del ciclo monetario europeo. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi CNA Sardegna su fonte Banca d'Italia, il volume complessivo dei prestiti alle imprese dell'isola ha toccato il minimo storico nell'ottobre 2025, scendendo sotto i 7,5 miliardi di euro, per poi risalire a 7,75 miliardi nel gennaio 2026: un livello ancora distante di oltre 10,7 punti percentuali dal valore medio registrato nel 2022.

Ma il dato che preoccupa maggiormente CNA Sardegna è la polarizzazione dell'accesso al credito in base alla dimensione aziendale. La ripresa recente riguarda quasi esclusivamente le imprese più strutturate, mentre le piccole e medie imprese – che costituiscono l'ossatura del sistema produttivo isolano – continuano a subire una contrazione senza sosta. Tra ottobre 2025 e gennaio 2026, mentre le grandi imprese registravano un aumento del credito del +6,3%, le piccole imprese accumulavano un'ulteriore riduzione del –1,7%.

Nel confronto con la media 2022, il divario per dimensione è netto: –7,7% per le imprese più strutturate, contro un pesantissimo –18% per le PMI e microimprese. La Sardegna emerge tra le regioni meridionali più penalizzate, superata solo dalla Basilicata (–13% per le grandi imprese), con dinamiche che rispecchiano una selezione sempre più stringente da parte degli intermediari bancari.

A livello settoriale, la ripresa di fine 2025 è trainata dall'industria (+12% tra ottobre e dicembre 2025), ma il confronto di lungo periodo mostra una flessione del –18% rispetto alla media 2022, la più intensa tra i settori e tra le più alte nel confronto interregionale. Nei servizi il calo è –13%, nelle costruzioni –11%: in tutti i casi, la Sardegna si colloca peggio della media nazionale.


"Il differenziale di costo del credito tra Sardegna e media nazionale non è accettabile. Un'impresa sarda paga strutturalmente di più per finanziarsi, non perché sia meno affidabile, ma perché opera in un contesto geograficamente svantaggiato. Questo divario erode competitività, scoraggia investimenti e riduce la capacità di creare occupazione. CNA Sardegna chiede interventi immediati e strutturali: un fondo regionale di garanzia, uno sportello dedicato alle PMI sarde e l'apertura di un tavolo con le istituzioni europee sul tema dell'insularità economica."
Luigi Tomasi, Presidente CNA Sardegna

"I dati del nostro Centro Studi fotografano una situazione che le imprese associate ci segnalano ogni giorno. Pagare il 33% in più per finanziarsi rispetto alla media nazionale è una distorsione di mercato che mina le fondamenta del sistema produttivo isolano. Con la riunione BCE dell'11 giugno si apre uno scenario di ulteriore incertezza. CNA Sardegna sarà in prima fila per difendere gli interessi degli artigiani e delle PMI sarde, con dati, proposte e la voce diretta alle istituzioni."
Francesco Porcu, Segretario Regionale CNA Sardegna


CS_Sardegna al 2 posto per il costo del credito a breve.pdf RS_Sardegna al 2 posto per il costo del credito a breve.pdf
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